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Lo shopping compulsivo

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Lo shopping compulsivo 9571 
Chi di noi non ha mai comprato qualcosa, per tirarsi un pò su?
Un abito nuovo, un gioiello, un mazzo di fiori, una piccola spesa che in un momento di sconforto ci ha permesso di innalzare il tono dell'umore.
Possedere qualcosa che prima non avevamo è un antidoto alla depressione che molti sperimentano e che di solito funziona.
Fino a quando questo comportamento è sporadico non può che farci bene, riuscire ad esaudire anche un piccolo capriccio ci fa sentire potenti e migliora l'autostima, ma quando si instaura una dipendenza del tipo sono depresso quindi devo per forza acquistare qualcosa è facile rimanere incastrati in un circolo vizioso, che può assumere anche le caratteristiche di una vera e propria malattia psicologica chiamata compulsione all'acquisto ("compulsive buying").

La compulsione è un comportamento ripetitivo (ad esempio lavarsi continuamente le mani, riordinare, controllare) o un'azione mentale (ad esempio contare, ripetere mentalmente delle parole), una coercizione psichica, un atto che non si può fare a meno di compiere, il cui obiettivo è la riduzione dell'ansia o il disagio e non quello di fornire una gratificazione.
Lo shopping compulsivo quando diventa incontrollabile segue il medesimo meccanismo psichico.
Chi ne è affetto prova una spinta irrefrenabile a fare acquisti. Inoltre il bombardamento pubblicitario a cui tutti siamo quotidianamente esposti non può che accentuare questa tendenza, fino a trasformare nelle donne a rischio un comportamento compulsivo isolato, che è considerato normale, in un comportamento "ripetitivo e patologico" delle compulsive shoppers ( le statistiche dimostrano che sono più a rischio le donne con una cultura medio-alta sulla trentina).

Il "dovere" per forza comprare provoca grandi sofferenze psichiche, sensi di colpa, a volte dissidi e liti familiari.
E' necessario fare, però, una distinzione tra i comportamenti compensatori e le compulsioni.
Nel primo caso lo spendere serve per ripagarci dalle frustrazioni della vita e scacciare il malumore.
Comprando ci coccoliamo, ci regaliamo un piccolo diversivo che ci rialza il morale.
Il comprare ci fornisce un piacere transitorio che non è dato tanto dall'oggetto acquistato ma dall'atto stesso dell'acquisto.
Questo si ripresenta nello stesso modo il giorno dopo.

Nel caso della compulsione invece la spinta non è il desiderio di provare piacere, ma l'intento di proteggersi da una determinata paura con un rito propiziatorio.
Ad esempio dietro la mania, quasi sempre femminile, di comprare vestiti ci potrebbe essere il timore di apparire poco desiderabili, attraenti. Sia che si tratti di un comportamento compensatorio o di una compulsione, però, gli effetti per alcuni sono lo stesso tragici: un danno talvolta irreparabile al proprio conto in banca. Inoltre, come capita a persone affette da altre dipendenze, come i tossicomani, gli atteggiamenti delle dipendenti dalle compere sono in di solito orientati a camuffare, ad essere evasive.
La merce acquistata viene nascosta, per non dare spiegazioni al marito o ai genitori, oppure riciclata in regali, quasi per liberarsi dei sensio di colpa Ma come si può vincere il desiderio irrefrenabile di fare spese folli?

Un trucco potrebbe essere quello di evitare di controllare, è inutile, infatti, autoimporsi dei divieti, perchè questo alimenta solo la voglia di infrangerli.
Quando giriamo per i negozi, proviamo a rimandare l'acquisto, per togliere forza alla compulsione e se non ci riusciamo seguiamo una strategia molto usata dai terapeuti strategici: la prescrizione del sintomo.
Si dice al paziente" O si astiene dal comprare o deve comprare almeno dieci campioni dello stesso prodotto".
In questo modo il terapeuta prende il controllo del sintomo, lo gestisce. Se non è più controllato dal paziente il sintomo perde molto del suo potere coercitivo.

DEBORA PASCA


07/06/02 17.40.42 | Invia news ad un amico! | Stampa | Fonte: Sex & Psyche







     

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